Escluso
le tipologie di utilizzo del suolo a fini industriali
ed abitativi, le rimanenti porzioni con relative vegetazioni
possono essere così ripartite fra suolo ad uso
agricolo e suolo ad uso forestale. A quote inferiori ai
300 metri, dove i terreni si fanno pianeggianti, dominano
i seminativi con limitate porzioni di terreno destinate
a frutteto o vigneto. Al di sopra dei 300 metri ha inizio
la fascia collinare terrazzata dove si pratica la coltivazione
dell’olivo che si spinge fino a 500 metri. Boschi
di roverella; boschi a prevalenza di roverella, erica
e ginestra; boschi a prevalenza di cerro sono presente
in alcune aree della piana. Piccoli imboschimenti di pino
marittimo sono presenti nella collina di Sepoltaglia e
della Val d’Esse. Oltre i 500 metri comincia l’area
del faggio e del castagno. Sui rilievi più alti,
oltre gli 800 metri predomina l’area dell’abete.
Fra
le principali specie di fauna selvatica ritenute importanti
dal punto di vista venatorio o per essere specie protetta
si ricordano, tra gli uccelli, il gheppio, la poiana,
lo sparviere, il fagiano, la starna, la beccaccia, la
tortora, il barbagianni, la civetta, il gufo comune, l’assiolo,
il picchio verde, la cornacchia grigia, la ghiandaia,
la cinciallegra, il tordo, il merlo, il pettirosso, la
capinera, il cardellino, il fringuello.Tra i mammiferi
si ricordano il cinghiale, lo scoiattolo, l’istrice,
la nutria, la donnola, il riccio, la lepre, il topo, la
volpe. Tra gli anfibi si ricordano il rospo, la rana,
gli anfibi; tra i rettili la biscia, la vipera, la lucertola.
Fra gli animali da allevamento si segnalano i suini, i
bovini, gli ovini, gli animali da cortile, gli equini.
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