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visita ha inizio da Piazza della Repubblica e Piazza Signorelli,
fino al tredicesimo secolo unico spazio dove sorse il
foro della città etrusco-romana, dal quale si dipartivano
in senso ortogonale le strade che formavano il cardo e
il decumano. Attualmente tale area centrale è divisa
in due piazze, Piazza della Repubblica e Piazza Signorelli,
inserite tra una cornice di edifici medievali pubblici
e privati, con limite meridionale il Palazzo Comunale
e limite settentrionale l’area denominata Croce
del Travaglio.
Domina Piazza della Repubblica il Palazzo Comunale, esistente
almeno dal 1236, pur se rimaneggiato a più riprese
fino al XVIII secolo. Notevoli alcune finestre in stile
gotico sul lato antistante Piazza Signorelli. All’interno
è visitabile la Sala del Consiglio con un caminetto
di pietra del XVI secolo, attribuito a Cristofanello e
decorazioni pittoriche del XIX secolo. Di fronte al Palazzo
Comunale si trova il trecentesco Palazzo del Capitano
Popolo, che è stato in parte ampliato nel XVI secolo
ed adibito a residenza del cardinale Passerini. Nella
adiacente Piazza Signorelli si trova Palazzo Casali, altrimenti
noto come Palazzo Pretorio. Benché la facciata
risalga al XVII secolo, fu costruito nel XIII secolo dai
Casali e utilizzato come residenza ufficiale della famiglia
durante la signoria di Cortona (1325-1409). A partire
dal 1411 fu sede dei capitani e dei commissari fiorentini,
come testimoniano numerosi stemmi in pietra sul lato destro.
A partire dal 1728 i suoi piani nobili sono divenuti sede
dell’Accademia Etrusca con il relativo museo, la
biblioteca del Comune e dell’Accademia Etrusca,
l’Archivio Storico del Comune. I suoi due piani
sotterranei, un tempo adibiti a carceri, ospiteranno il
museo della città etrusca e romana di Cortona,
che sarà unito, con un unico percorso, a partire
dal settembre 2005, al Museo dell’Accademia Etrusca,
costituendo il Museo
dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona.
Sulla stessa piazza, immediatamente a destra di Palazzo
Casali, sorge il Teatro Sigorelli, costruito tra il 1854
e il 1557 su commissione dell’Accademia degli Arditi,
su progetto di Carlo Matteschi.
Proseguendo nel tratto di strada tra palazzo Casali e
il Teatro Signorelli si arriva in piazza del Duomo, dove
si può apprezzare la cattedrale in stile rinascimentale,
realizzata dai seguaci di Giuliano da Sangallo, sopra
la più antica chiesa di S. Maria (del 1086), di
cui si intravedono alcuni resti sulla facciata. All’interno
si possono apprezzare pitture di Andrea Comodi (consacrazione
della chiesa del SS. Sacramento, 1603-1605), di Papacello
(Discesa dello Spirito Santo), di Poppi (Madonna della
Cintola), della scuola di Luca Signorelli (Crocifissione
e dubbio di Tommaso). Accanto alla cattedrale vi è
Palazzo Vagnotti, già sede del Seminario vescovile,
tradizionale sede della Fiera Antiquaria.
Di
fronte alla cattedrale, nella stessa piazza, all’interno
dell’edificio che fu la Chiesa del Gesù (1498-1505),
ha sede il Museo
Diocesano. Risalendo lungo il Teatro Signorelli in
direzione dell’area denominata croce del Travaglio,
ha inizio via Dardano, una delle strade più caratteristiche
di Cortona, con, a destra e sinistra, facciate di edifici
del XIII e del XIV secolo, alcuni dei quali rinnovati
nel corso del XVI e XVII secolo e inglobanti anche elementi
architettonici più anitchi, come Palazzo Mancini,
al n. 15.
Alla fine di via Dardano, oltrepassando porta Colonia,
scendendo attraverso una ripida via si arriva alla chiesa
di S. Maria Nuova, iniziata da Cristofanello nel 1550
e completata da Giorgio Vasari, il quale creò un
nuovo edificio quadrato con tre lati identici ed un armonioso
interno; la chiesa contiene lavori di Alessandro Allori,
Empoli, Bernardino Radi e Baccio Ciarpi.
Dalla Croce del Travaglio, imboccando via Benedetti, è
possibile apprezzare il palazzo Fierli-Petrella con due
serie di finestre ad arco mentre, salendo in direzione
di Via Maffei, si incontra, poco dopo, la monumentale
chiesa di S. Francesco. Il complesso monumentale, costituito
dalla chiesa e dal convento, sorge su di un’area
tradizionalmente nota come “Bagno della Regina”,
forse sede di antiche terme romane. Intorno al 1245 Frate
Elia Coppi costruisce la Chiesa ed un’ala del convento
ma successivi interventi si susseguiranno fra il XVI e
il XVII secolo. La facciata disadorna presenta il portale
originale e il rosone in parte chiuso, l’interno
è a navata unica; l’altare più antico
è sormontato da un tabernacolo in marmo di stile
barocco opera di Bernardino Radi (1619) e contiene il
reliquiario della Croce Santa, contenente un frammento
della Santa Croce donato a Frate Elia dall’imperatore
d’Oriente durante la sua visita a Costantinopoli
come ambasciatore di Federico II. Interessante all’interno
la tomba in stile gotico del vescovo Ranieri Umbertini
(1360) e una serie di quadri (Pietro Berrettini, Cigoli).
Un’epigrafe dietro l’altare segnala la tomba
di Frate Elia mentre la tradizione vuole che anche Luca
Signorelli fosse sepolto all’interno della Chiesa.
Continuando a salire da S. Francesco lungo via Berrettini,
si arriva alla parte alta della città, dove si
possono notare le tipiche viuzze e gli edifici medievali.
Si incontrano Piazzetta del Pozzo Caviglia, da dove un
tempo si attingeva acqua potabile e, sulla sinistra, al
n. 33, la dimora di nascita di Pietro Berrettini. Ancora
più in alto si giunge a Piazza della Pescaia, che
deve il nome alla presenza di una cisterna per l’acqua
di età romana sulla quale fu poi edificato il convento
di S. Chiara, su progetto di Giorgio Vasari. Dalla parte
opposta della piazza è la chiesa di S. Cristoforo,
con la cappella della natività di Maria del XVI
secolo e, all’interno, affreschi del XIV-XV secolo.
La strada conduce a Porta Montanina, dove si possono apprezzare
resti delle mura etrusche e dell’acquedotto romano
in cocciopesto.
Dalla
chiesa di S. Cristoforo si raggiunge rapidamente anche
la vicina chiesa quattrocentesca di S. Niccolò,
preceduta da un cortile e da cipressi allineati e da dove
è possibile avere una splendida veduta della Valdichiana.
All’interno sono apprezzabili il soffitto a cassettoni
e il gonfalone con Cristo nella tomba, Santi e Angeli
di Luca Signorelli e, sull’altro lato, una Madonna
con S. Pietro e S. Paolo) della sua scuola. Proseguendo
per via S. Niccolò alla fine si raggiunge il convento
cistercense-benedettino della SS. Trinità (XVI
secolo). Proseguendo in salita da via Berrettini verso
via S. Croce si arriva alla Basilica di S. Margherita,
il cui impianto originario è del XIII-XIV secolo,
nato come estensione dell’oratorio ordinato da S.
Margherita.
La costruzione attuale data al 1856-97 ma conserva tracce
architettoniche del XIV secolo (rosone). All’interno
le decorazioni sono moderne. Vi si conserva il corpo della
santa all’interno di un’urna d’argento,
realizzata nel 1646 su disegno di Pietro da Cortona. Notevole
anche il crocifisso ligneo del XIII secolo che, secondo
la tradizione, parlò a S. Margherita. Non lontano
dalla basilica, sul punto più alto della città,
domina la Fortezza Medicea, meglio conosciuta come Fortezza
di Girifalco, costrutia in 1556 per Cosimo I da Gabrio
Serbelloni sopra una fortezza più antica, a sua
volta probabilmente posizionata su antiche strutture dell’acropoli
etrusca.
Entrando in città da Viale Cesare Battisti si incontrano
i Giardini Pubblici con il viale del Parterre e, poco
più avanti, la chiesa tardo gotica di S. Domenico.
Costruita nel 1438 sul luogo dove sorgeva un più
antico convento domenicano nel quale Fra’ Giovanni
da Fiesole (Beato Angelico) lavorò all’Annunciazione
attualmente esposta nel Museo Diocesano, ospita, all’interno,
opere di Bartolomeo della Gatta (Scene della vita di S.
Rocco), di Luca Signorelli (Madonna con bambino e Santi,
1515), di Lorenzo Niccolò Gerini (polittico datato
1402). Proseguendo oltre la chiesa si incontra Piazza
Garibaldi, con la splendida vista della Valdichiana e
del lago Trasimeno e, prima di entrare in Via Nazionale,
sulla destra, comincia erta via S. Margherita, con le
famose cappelle ospitanti scene a mosaico della Via Crucis
opera di Gino Severini. Attraversando Via Nazionale, localmente
nota come Ruga Piana per la conformazione tipicamente
medievale, si possono notare importanti dimore sotiche
come Palazzo Venuti (XVI secolo), palazzo Mancini (più
tardi rinominato palazzo Ferretti), affrescato da Marcus
Tuscher, palazzo Alticozzi (più tardi rinominato
palazzo Marioni). Alla fine della via si entra in Piazza
della Repubblica, dominata dal Palazzo Comunale con la
torre e l’orologio. Dalla piazza si dipartono tre
strade: via Guelfa, via Ghibellina e via Roma. Via Ghibellina
sorge in mezzo alle altre due, inizia sotto l’arco
che reca il busto di Pietro Berrettini e finisce presso
porta Ghibellina o porta Bifora, l’antica porta
etrusca poi inglobata nelle mura medievali. Via Guelfa,
un tempo denominata via Retta, è incorniciata a
destra e sinistra da nobili edifici. Notevole il rinascimentale
Palazzo Laparelli progettato dal Cristofanello nel 1553,
che presenta una facciata disposta su tre livelli, di
cui il superiore è decorato con una loggia architravata;
degni di nota anche Palazzo Baldelli (XVI secolo), Palazzo
Bourbon di Petrella (XVII-XVIII secolo) e l’importante
complesso della chiesa e convento di S. Agostino, con
lo splendido chiostro decorato con lunette che ripercorrono
gli episodi salienti della vita del santo, attualmente
adibito a centro congressi. In fondo a via Guelfa, sulla
destra, si incontra la volta a botte di età etrusco-romana
e la Porta S. Agostino.
Da una traversa di via Guelfa si può raggiungere
la chiesa a pianta circolare di S. Benedetto, con un’interessante
statua in legno di Cristo alla Colonna. Di fronte vi sono
caratteristiche case medievali. Altre abitazioni medievali,
con la peculiare caratteristica del piano superiore sorretto
da travi di legno, sono visibili in via Jannelli. Via
Roma doveva coincidere con parte del Decumano della Cortona
romana. La via, che si conclude a Porta S. Maria, permette
di apprezzare Palazzo Cinaglia, con la caratteristica
“porta del morto”) e la barocca chiesa di
S. Filippo (1690-1728) che presenta all’interno
un’opera di Piazzetta (Madonna e bambino in gloria
con Santi, 1739-1743).
Fuori del circuito murario, sulla via che riconduce a
Camucia a circa due chilometri e mezzo da Cortona si segnala
la chiesa rinascimentale della Madonna del Calcinaio,
progettata da Francesco di Giorgio Martini (1485-1513).
All’interno, oltre all’immagine della Madonna
del Cacinaio (XIV-XV secolo), si ricordano una Annunciazione
della scuola del Signorelli, una Assunzione di Papacello.
In direzione nord a circa tre chilometri e mezzo da Cortona,
incorniciato in uno scenario naturalistico mozzafiato
sorge il Convento delle Celle, fondato da S. Francesco
fra il 1211 e il 1221, dove è tuttora visitabile
la cella dove dimorò per qualche tempo il santo.

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