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IL
LABORATORIO DELLA CITTÀ POSSIBILE
Uno
strumento strategico e innovativo per gli Amministratori
per
favorire il dialogo fra i diversi soggetti operanti nel territorio,
per
conoscere meglio il territorio e i suoi problemi tenendo conto
del punto di vista degli abitanti e
per
programmare piccoli interventi orientati al soddisfacimento
di bisogni della cittadinanza
INDICE
Presentazione
del Laboratorio
Un
importante progetto di interesse regionale:
Camucia, una città possibile – INFEA 2003/2004
Un
Laboratorio zonale? Alcuni progetti in corso in Valdichiana:
“Piccole
città a misura di… - Cesvot 2004/2005
“A
ciascuno il suo spazio!” – INFEA 2005/2006
“Dalla
Val di Pierle alla Val di Chio” – INFEA
2006/2007
L’adesione
del Comune al progetto Internazionale “La città dei Bambini”
PRESENTAZIONE DEL LABORATORIO
Il Laboratorio della Città Possibile – deliberato dal Comune di Cortona nel
2001 come progetto/contenitore di tutte le attività incentrate
sulla “sostenibilità” e sulla “partecipazione” – ha
ricevuto in questi ultimi anni una spinta operativa determinata
dalla realizzazione di progetti concreti, tutti finanziati
attraverso la partecipazione a bandi pubblici (finanziamenti
regionali e provinciali Cesvot e
INFEA) con una compartecipazione da parte dell’Amministrazione.
Sono stati realizzati
- corsi
di formazione e un Circolo di Studio, che hanno permesso di
formare un gruppo di persone sui temi dell’ecologia urbana
e sulla metodologia di tipo partecipativo;
- progetti
legati all’educazione, formazione e informazione socio-ambientale
incentrati per lo più sui temi degli spazi verdi, del traffico
e della riqualificazione di centri urbani come Camucia e Pergo.
Ma soprattutto si è iniziato a parlare del Laboratorio in luoghi diversi: negli
uffici comunali, nelle scuole, nelle case dei cittadini, nelle
associazioni, negli incontri pubblici di dibattito sui temi
legati allo sviluppo del territorio, negli incontri con commercianti
e altre associazioni di categoria.
UN IMPORTANTE PROGETTO DI INTERESSE REGIONALE:
“CAMUCIA, UNA CITTÀ POSSIBILE” – INFEA 2003/2004
Il progetto “Camucia,
una città possibile”, approvato e
finanziato dalla Provincia di Arezzo all’interno del programma
regionale INFEA, è un progetto-pilota di durata annuale (2003/2004),
promosso dal Comune di Cortona e
da diversi soggetti già operanti nel territorio cortonese in
campo educativo, sociale, culturale e ambientale (Centro di
Documentazione e Formazione Itaca, Coop. Aion Cultura,
Coop. Athena, Coop. GEA, Direzione
Didattica I Circolo, Direzione Didattica II Circolo, Ass. Donne
Insieme, Scuola media “Berrettini-Pancrazi”),
che collaborano da anni con l’Amministrazione per il miglioramento
qualitativo dei servizi offerti alla popolazione e per la riqualificazione
delle aree urbane in senso sostenibile.
Il
progetto si prefiggeva di elaborare e sperimentare, attraverso
la partecipazione e i principi indicati da Agenda 21, proposte
progettuali con diverse fasce d’età sui temi della mobilità,
del traffico e della sicurezza stradale, degli spazi verdi
e dei principali problemi urbani. In particolare, il progetto
si è articolato in 3 livelli di intervento (educazione, formazione
e informazione ambientale), in base ai destinatari coinvolti:
- Progetti con bambini e
insegnanti delle scuole materne (v. XXV Aprile e v. Scotoni),
elementari (Camucia e Pergo) e medie (Camucia e Cortona) per l’individuazione
di percorsi accessibili e sicuri di collegamento fra i loro
luoghi di interesse a Camucia,
di riscoperta e valorizzazione di percorsi “storici” fra Camucia e Cortona, di adozione
e progettazione di spazi verdi a Pergo.
- Tavoli di lavoro,
confronto e riflessione sulle tematiche legate alla città vivibile
con gruppi di cittadini, adolescenti e genitori
- Iniziative di informazione
rivolte ai cittadini e organizzazione di un evento finale con chiusura
al traffico di parte della città, animazioni ludiche, presentazione
delle proposte progettuali emerse dal progetto INFEA, sperimentazione
dei percorsi individuati con le scuole (“Diversamente uguali – Il
paese di tutti per tutti” – 9 maggio
2004)
Il
progetto, che ha suscitato particolare interesse in Provincia
e in Regione, è stato realizzato secondo le tappe previste
e si è ampliato in corso d’opera in quanto è riuscito a coinvolgere
altri soggetti oltre ai promotori (insegnanti, genitori, operatori
CIAF, operatori e associazioni impegnate nel settore adolescenti,
uffici comunali - sociali, cultura, giovani, urbanistica, lavori
pubblici, polizia municipale, altri uffici, liberi professionisti,
progettisti del Piano Strutturale, commercianti, sindacati,
ASL 8, ecc.).
UN LABORATORIO ZONALE? ALCUNI PROGETTI IN CORSO IN VALDICHIANA
Nell’anno 2002/2003 è stata realizzata un’indagine per conto della Conferenza
di Zona (a cura della Coop. GEA) per sondare la possibilità di
attivare un Laboratorio della Città possibile anche a livello
di vallata. L’indagine ha permesso di mettere a fuoco anche
le modalità di strutturazione e le finalità del Laboratorio
stesso, in base alle indicazioni raccolte attraverso interviste
ai testimoni privilegiati dei cinque Comuni. In attesa che
tutte le Amministrazioni decidano, come Cortona,
di attivare tale Laboratorio, la Segreteria tecnica di Zona
ha promosso alcuni progetti concreti, in veste di capofila
o partner.
“Piccole città a misura di… - Cesvot 2004/2005
Soggetto
capofila: Associazione Amici di
Vada
Soggetti
partner o patrocinanti l’iniziativa:
Conferenza di zona Valdichiana aretina,
ASL n. 8, Coop. GEA, Coop.
Soc. Athena, Aion Cultura
Il progetto “Piccole città a misura di…”, promosso
dall’associazione Amici di Vada e svolto nell’anno scolastico
2004/2005, è nato dal desiderio di mettere insieme esperienze
e competenze in un settore importante come quello dell’adeguata
informazione presso bambini e adulti della condizione di disabilità in
rapporto alla città.
I Comuni della Conferenza di Zona Valdichiana Aretina,
la USL8 e le tre cooperative Athena, Aion e
GEA (che operano rispettivamente in ambiti sociale, culturale
e ambientale) hanno dunque unito le forze con l’Associazione
capofila per proporre alle scuole un progetto che favorisse
prima di tutto il confronto, l’ascolto e la conoscenza e, successivamente,
l’osservazione della città con occhi nuovi, capaci di comprendere
le difficoltà di chi vi si muove in maniera diversa. Momenti
pubblici che hanno visto il coinvolgimento di genitori e cittadini
hanno permesso di superare il limite del mondo scolastico per
estendere l’informazione agli adulti e far conoscere il progetto
svolto.
Il lavoro si è rivelato particolarmente interessante.
E’ stata coinvolta negli interventi iniziali anche Adriana Grotto,
che da anni è impegnata nella sensibilizzazione sulle tematiche
legate alla fruibilità degli spazi urbani e alla diffusione
di conoscenza fra i bambini del mondo delle disabilità.
Adriana ha saputo trasmettere ai ragazzi con la sua esperienza
e la sua sensibilità emozioni nuove che li hanno portati a
riflettere sul loro rapporto con gli altri, sulle loro problematiche
psicologiche e sociali e sulla fruibilità degli spazi privati
e urbani oltre che sulle difficoltà pratiche di chi presenta
problemi mentali o fisici.
Hanno partecipato al progetto 8 classi delle elementari
e delle medie, facenti capo ai Comuni di Cortona, Foiano, Castiglion Fiorentino.
Il risultato essenziale del lavoro svolto è stato l’indubbio
coinvolgimento dei bambini, dei ragazzi e dei loro insegnanti
in un percorso di sensibilizzazione sulle condizioni di disabilità rispetto alla città. Curiosità e interesse hanno
suscitato gli incontri con Adriana, che hanno permesso di parlare
con serenità e libertà di aspetti delicati quali la diversità,
le emozioni, i problemi quotidiani che ognuno di noi, grandi
e piccini, vive quotidianamente. Riflessioni sulla propria
condizione di “diversi” rispetto
ai compagni, di “problematici” rispetto
a momenti di crisi in famiglia e con gli amici, di “difficoltà” dovute
al rapporto con il mondo esterno, sono state portate dagli
alunni come esempio di una condizione diffusa, in seguito alla
quale la disabilità risulta esserne
soltanto una forma che va conosciuta meglio per non essere
fraintesa e sottovalutata.
Rispetto all’ideale di una città accogliente e fruibile
da tutti, inoltre, è risultato necessario proseguire mettendosi
nei panni del cittadino che per questioni genetiche, patologie
o condizioni temporanee (fratture e impossibilità a camminare,
bambini piccoli o in passeggino, mamme con carrozzine, ecc.)
ha bisogno di una città senza gradini e ostacoli, con passaggi
pedonali e marciapiedi sicuri, senza barriere, soprattutto
con strumenti informativi e di segnalazione che possano essere
percepiti da sensi e abilità diverse (segnalazioni luminose
e sonore per gli attraversamenti, cartelli ad altezza giusta,
ecc.).
In generale, la conclusione più importante a cui sono
arrivati i bambini è stata che è necessario diffondere un’educazione
adeguata basata sul rispetto e sull’ascolto delle esigenze “dell’altro” per
costruire una città vivibile e adatta a tutti, perché fatta
di cittadini diversi con bisogni diversi che mutano continuamente
in base a condizioni permanenti e temporanee. Una città basata
soprattutto sul superamento del pregiudizio e della compassione
nei confronti di situazioni permanentemente più difficili,
atteggiamenti questi dovuti spesso alla mera mancanza di conoscenza.
Ed
ecco dunque che fra i commenti dei bambini dopo i primi incontri
sono emerse espressioni ricche di significato che fanno supporre
che probabilmente almeno alcuni di loro sapranno guardare agli
altri, a tutti e non solo ai disabili, cercando di comprenderne
le differenze con un’attenzione diversa. Un commento riassume
tutti gli altri: “Oggi ho capito che la vita di un disabile è quasi
uguale a quella degli altri”. Un
risultato importante, non c’è che dire…
“A ciascuno il suo spazio!” – INFEA 2005/2006
Soggetto
capofila: Conferenza di zona Valdichiana aretina
/ Comune di Cortona
Soggetti
partner o patrocinanti l’iniziativa:
Coop. GEA, Coop.
Soc. Athena, Aion Cultura
Il progetto, attualmente in corso, nasce come prosecuzione su scala zonale
dell’esperienza realizzata con il progetto-pilota INFEA “Camucia,
una città possibile” ed è incentrato
sull’adozione di spazi verdi pubblici abbandonati, non valorizzati
o scarsamente utilizzati.
Il progetto, che verrà realizzato nell’a.s. 2005/2006, prevede due tipologie di azioni, una rivolta
alle scuole elementari per la progettazione partecipata degli
spazi verdi individuati, e una alla cittadinanza in generale,
per la riflessione e il confronto sulla vivibilità dei piccoli
centri urbani e la realizzazione di eventi informativi e concreti
per l’avvio dei progetti messi a punto con i bambini.
Per quanto riguarda il Comune di Cortona, il progetto
si concentra sul giardino scolastico della Primaria di Pergo, per proseguire così e concretizzare il lavoro di conoscenza
e progettazione già svolto dai bambini negli anni precedenti.
Ed ecco che genitori, amici, parenti e cittadini affiancano i piccoli progettisti,
in un progetto partecipativo che vede il coinvolgimento attivo
di assessori, tecnici e funzionari comunali, operatori e insegnanti.
Il giardino della scuola come spazio fruibile per tutti, come
luogo ricreativo ma anche laboratorio didattico per sperimentare
una conoscenza più diretta dei segreti della natura. Un’esperienza
di adozione del giardino da parte dei cittadini grandi e piccoli
e di impegno nel garantire alcuni interventi per mantenerlo
in ordine, valorizzarlo, arricchirlo sta al centro del progetto.
“Dalla Val di Pierle alla Val di Chio” – INFEA
2006/2007
Soggetto
capofila: Comune di Cortona
Soggetti
partner o patrocinanti l’iniziativa:
Comune di Castiglion F.no,
Coop. GEA,
Coop. Soc. Athena, Aion Cultura
A seguito della crescente attenzione che istituzioni e popolazione vanno attivando
nei confronti della montagna afferente ai Comuni di Cortona e Castiglion Fiorentino,
montagna che per storia, uso e tradizioni culturali risulta
essere un unicum – e, contemporaneamente, visto l’interesse
per un approccio partecipativo e per le potenzialità di una
tale metodologia di lavoro per lo sviluppo del territorio condiviso
dai Comuni partecipanti e ormai adottato grazie al Laboratorio
della Città Possibile della Valdichiana,
il progetto si pone l’obiettivo di analizzare i cambiamenti
ambientali, culturali e sociali del territorio di montagna
preso in esame, assai vissuto in passato ed oggi quasi completamente
abbandonato, individuandone le criticità e i punti di forza
per attivare processi di cittadinanza attiva e consapevole
e di riprogettazione partecipata.
Sono previste due tipologie di azioni, una rivolta alle scuole
elementari per la progettazione partecipata di percorsi archeo-ambientali,
e una rivolta alla comunità locale per la riqualificazione
della montagna e la realizzazione di eventi informativi oltre
alla concretizzazione di quanto prodotto dalle scuole. Questo
attraverso inziative di incontro,
conoscenza, riflessione e progettualità sullo
sviluppo integrato di politiche ambientali, culturali e sociali
relativamente all’ambito montano preso in esame. Il progetto
si svolgerà nel prossimo anno scolastico e vedrà la collaborazione
con altri soggetti e progetti presenti nel territorio per lo
studio, la valorizzazione e la salvaguardia del territorio
montano.
L’ADESIONE DEL COMUNE AL PROGETTO INTERNAZIONALE
“LA CITTÀ DEI BAMBINI”
Nel 2004 il Comune di Cortona ha
aderito al progetto internazionale “La Città dei Bambini” dell’Istituto
di Scienze e Tecnologia della Cognizione del CNR di Roma, incentrato
sulla sperimentazione di un modello che ripensi la città dal
punto di vista dei bambini.
La scelta nasce dall’esigenza
di dare risposte ai diritti dei bambini e delle bambine ed è importante
non solo per la necessità di tutelare e riqualificare le condizioni
di vita urbana dell’infanzia, ma perché mette in luce come
lavorare per e con i bambini sia di interesse per la
città intera.
“La Città dei Bambini” si
impegna per la sostenibilità ambientale, culturale e istituzionale
per i bambini e le bambine e si prefigge di farli partecipare
al “governo” della vita cittadina.
Opera soprattutto, attraverso piccoli interventi concreti,
progettati con gli stessi bambini, per dimostrare la fattibilità delle
proposte. Non vuole essere una brutta imitazione o parodia
di un consiglio comunale, ma va considerata una risorsa preziosa
in quanto luogo di confronto fra le esigenze dei bambini e
del mondo che essi rappresentano (famiglie, scuole, gruppi
ricreativi e sportivi, ecc.) e un’Amministrazione sensibile
e interessata a pensare la città come spazio “di tutti e per tutti”.
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