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Madonnine Agghindate
figure devozionali vestite dal territorio di Arezzo

La mostra fa tappa a Cortona dal 30 settembre al 19 novembre all’interno del MAEC

mostra madonnine agghindateDalla collaborazione fra la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio e per il Patrimonio Storico, Artistico e Etnoantropologico per la provincia di Arezzo,  il Museo delle Arti e delle Tradizioni Popolari, la Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, l’Istituto d’Arte di Anghiari, il comune di Anghiari, il Comune di Arezzo, il Comune di Cortona, il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e la Ditta Busatti G.L.E.S. di Anghiari è nato un progetto annuale di esposizione, diviso in tre tappe, di straordinario fascino, dedicato alle figure devozionali vestite in uso a partire dal XVI secolo nel territorio aretino.

La mostra riunisce nel MAEC di Cortona, dopo aver fatto tappa ad Anghiari, grandi e piccole, 60 statue, alcune delle quali ricuperate per la prima volta dalle sacrestie e depositi di chiese e conventi del territorio. La mostra MADONNINE AGGHINDATE. Figure devozionali vestite dal territorio di Arezzo presenta il meglio della feconda e variegata produzione di “simulacri vestiti”, in alcuni casi vere opere d’arte, realizzati nel territorio della provincia di Arezzo in un arco cronologico, che si snoda dal XVI al XX secolo. L’esposizione è arricchita, inoltre, anche da piccole statue di Gesù Bambino e di Maria Bambina con le relative teche o culle.

Tra le curiosità che si trovano in esposizione anche un gran numero di ex voto, offerte, ninnoli e vestiti più o meno di pregio con i quali le statue venivano agghindate per essere poi trasportate in processione.
La mostra è divisa in tre sezioni: statue lignee, si tratta di statue in legno policromo raffiguranti la Vergine.

Tra queste trova particolare rilievo la Madonna della Cintola, si tratta di una statua processionale e rappresenta una significativa testimonianza della radicata venerazione del popolo di Castiglion Fiorentino.
Realizzata in legno gessato e dipinto è alta ben 207 cm. La statua presenta uno dei più suggestivi attributi mariani: il sacro cingolo. In questa sezione si trovano un gran numero la Madonna del Carmelo, la cui devozione nasce nel XIII secolo ed è legata alla figura del carmelitano Simone Stock che ne diffuso il culto a partire dal 1245. Anche le statue dedicate alle Immacolate sono in gran numero.
L’iconografia della Vergine Immacolata, di estrema diffusione anche ai nostri giorni, deriva dalla questione del concepimento di Maria, operato per grazia divina al di fuori del peccato originale. Infine le Addolorate dove i simboli della sofferenza sono espressi in modo chiaro sia nel vestito che negli accessori come il cuore trafitto dalle spade posto sul petto.

Altra sezione della mostra è quella dedicata ai Gesù Bambino e Maria Bambina. Questi realizzati perlopiù in cera e stoffe. In quasi tutti i casi sono collocati entro teche o culle. Infine la terza sezione della mostra è dedicata alle grandi statue. Realizzate in legno rappresentano la Vergine.
La funzione di queste statue  era processionale. Spesso la loro altezza raggiunge i 280 cm.
In mostra una solo statua con attributi virili: San Francesco.

L’inaugurazione è fissata per venerdì 30 settembre alle ore 17.00

 

 

 

 
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