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REALIZZAZIONE E LINEE GENERALI
La convergenza e il coordinamento
delle attività di ricerca realizzate dalla Soprintendenza
Archeologica per la Toscana, dall’Universtà degli Studi
di Perugia e dal Comune di Cortona, con il sostegno operante della
Regione Toscana, ha consentito la sperimentazione di un innovativo
ed efficace modello di intervento nel comparto dell’archeologia,
al quale si deve se già dalla primavera del 2004 è
operativo il parco archeologico di Cortona.
Il parco archeologico che viene realizzato grazie a un consistente
finanziamento dello Stato, si caratterizza immediatamente per l’incisivo
impatto che avrà sul territorio: l’intervento più
impegnativo è costituito da due importanti opere pubbliche,
già appaltate ed avviate: lo spostamento di un tratto di
fiume e di un tratto di strada provinciale, la modifica cioè
di due importanti percorsi storicizzati, ambedue a suo tempo realizzati
nel quadro della grande opera di bonifica della Valdichiana. Si
tratta di due “segni” assai forti, che in qualche modo
sottolineano le profonde trasformazioni indotte dal parco archeologico
sull’organizzazione del territorio.
Parallelamente sono in parte già stati effettuati o in corso
di effettuazione, parte in corso di progettazione, una serie di
interventi su tutti i monumenti archeologici della città
e del territorio. L’intero sistema, assai articolato poiché
i monumenti sono distanti tra loro anche alcuni chilometri, farà
capo al centro storico, dove, a partire dalla prossima estate 2005,
troverà luogo il nuovo Museo dell’Accademia Etrusca
e della Città di Cortona, che accorperà in un unico
circuito di visita i piani sotterranei di Palazzo Casali, dove è
previsto l’allestimento dei reperti provenienti dal territorio,
ordinati secondo il progetto scientifico del prof. Mario Torelli,
con il piano nobile del Palazzo, attuale sede delle collezioni del
Museo dell’Accademia Etrusca.
La integrazione museo–parco realizzata in questo modo è,
si può dire, totale e fa sì che l’intero centro
storico costituisca parte integrante del parco, perché sede
di importanti monumenti ma soprattutto perché agli spazi
espositivi di Palazzo Casali è attribuito il ruolo di centro
erogatore dei servizi di accoglienza, di orientamento e di smistamento
dei visitatori.

I
MONUMENTI DEL PARCO ARCHEOLOGICO
IL CIRCUITO URBANO:
15
Porta Bifora

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La Porta Bifora o Ghibellina
è l’unica delle porta monumentali della cinta
etrusca di Cortona a noi oggi giunta; è stata preceduta
da un ingresso ad unico fornice di cui lo scavo ha messo in
luce le tracce. Nella prima metà del II sec. a.C. è
stata realizzata la nuova porta a due fornici coperta ad arco
con controporta verso l’interno; il bellissimo lastricato
interno della controporta mostra il carattere cerimoniale
della porta cui giungeva la grande strada diretta alla principale
delle necropoli ellenistiche della città. In epoca
tardo-antica la porta è stata ristretta ad un unico
fornice, quello settentrionale, e come tale è sopravvissuta
attraverso le varie trasformazioni. |
16
Volta a botte presso Via Guelfa

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A breve distanza delle
mura, nei pressi della Porta S. Agostino, si trova un ambiente
con copertura a volta e apertura al centro del soffitto, probabilmente
utilizzato come cisterna o deposito.
La struttura sembra inquadrabile tra il II e il I sec. a.C. |
12
Tratto murario presso palazzo Cerulli-Diligenti

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All’interno del
Palazzo Cerulli-Diligenti, in via Mazzuoli, è stato
individuato un tratto murario lungo m. 6 e alto m. 2,4.
Lungo la sua superficie si apre l’accesso ad un cunicolo
scavato nella roccia, coperto con volta a botte. |
13
Tratto murario presso Palazzo Casali

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All’interno delle
sali sottostanti Palazzo Casali, dove sorgerà il nuovo
Museo, è stato individuato un tratto murario etrusco
della lunghezza di oltre 15 metri che doveva servire da contrafforte
e sostruzione a grandi edifici pubblici un tempo presenti
a ridosso dell’antico foro.
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14
Mura Etrusche

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Il circuito delle mura moderne corrisponde in
gran parte all’antico e in molti tratti si conservano
i filari inferiori originari della prima cinta, anche ad un’altezza
di oltre quattro metri, con blocchi sovrapposti allocati secondo
la costruzione ad opera quadrata e fino a formare tratti di
nove filari sovrapposti.
La forma generale è quella di un rettangolo allungato
con un perimetro di circa 2 chilometri. L’unica parte
dove non si segue più il tracciato delle primitive
mura etrusche è a Sud Est ma saggi condotti nel 1929
a cura della Soprintendenza Archeologica hanno confermato
la presenza, anche in questo settore, delle mura antiche,
che si estendono molto al di là della successiva cinta
medievale della prima metà del secolo XIII. Delle primitive
porte non si conserva al momento traccia, ad eccezione della
porta bifora, anche se è lecito supporre che coincidessero
in parte con le successive porte medievali. La cinta muraria
è databile alla fine del quarto secolo a.C. |
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11
Cisterna Bagni di Bacco

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L’area della cisterna di via Bagni di
Bacco, nei pressi della chiesa di S. Antonio Abate, è
oggi occupata in parte da una via cittadina ed in parte da
un orto. La porzione occupata dalla strada è delimitata
ad O da un edificio costruito sopra il muro della cisterna,
ad E da un muro moderno che separa la strada dall’orto.
Nell’orto si distinguono bene le pareti originarie N,E
e O della cisterna realizzate in conglomerato simile a quello
delle murature antiche della cisterna del Convento di S. Chiara.
La cisterna complessivamente misurava m. 17,56 di lunghezza
e m 17,85 di larghezza, pari a piedi 60 di lato. La muratura
in conglomerato, visibile all’interno della porzione
occupata dall’orto raggiunge, dal terreno, un’altezza
che varia da m 2,03 a m 1,88. Azzardato sarebbe stimare la
capacità dell’invaso, non conoscendone l’altezza
e la profondità effettive. Tale cisterna doveva alimentare
le terme di Piazza Tommasi. |
IL CIRCUITO EXTRAURBANO:
6
Tumulo di Camucia

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Il tumulo di Camucia fu
individuato nel 1840 da A. François.
Ha una notevole circonferenza (c.a. 200 m); al suo interno
è costituito da una prima tomba a camera (Tomba A o
François) e una seconda tomba (Tomba B) individuata
nel 1964 dalla Soprintendenza Archeologica della Toscana. |
3
Melone I del Sodo

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Il Melone I del Sodo è
situato sulla sponda sinistra del rio Loreto.
E’ un tumulo artificiale di architettura funeraria etrusca
arcaica. Fu oggetto di studio e di una campagna di scavo nel
1909. All’interno è una tomba con dromos scoperto
e cinque camere di cui una centrale in fondo e le altre ai
lati di un corridoio centrale. La copertura degli ambienti
è costituita da una pseudo-volta aggettante. Recenti
scavi (2003) hanno messo in luce parte della crepidine. |
2
Melone II del Sodo

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Il Melone II del Sodo
si trova sulla sponda destra del rio Loreto.
Anch’esso è un tumulo del periodo arcaico ed
è costituito da due tombe all’interno: la Tomba
1 con copertura a pseudo-volta fu individuata negli anni 1928/29;
la Tomba 2 è stata individuata nel 1991 ed ha restituito
un ricchissimo corredo di oreficeria.
Nel 1990 è stata messa in luce, sul lato est affiancato
al perimetro del tumulo, una monumentale piattaforma-altare
cui si accede tramite una gradinata i cui paramenti laterali
sono decorati con rilievi e gruppi scultorei.
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5
Tanella di Pitagora

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La Tanella di Pitagora
è situata sul pendio che discende dalla collina di
Cortona verso la Valdichiana. La prima notizia che si ha su
di essa è riferibile ad una visita di G. Vasari nel
1566.
E’ un piccolo tumulo di periodo ellenistico (II se.
a.C.) costituito da un basamento circolare su cui si imposta
un altro tamburo con blocchi giustapposti. L’interno
ha un breve dromos e un piccolo ambiente rettangolare coperto
da una volta a botte.
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4
Tanella Angori

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La Tanella Angori, non
lontana dalla Tanella di Pitagora, venne alla luce nel 1951
ed è inquadrabile anch’essa nel periodo ellenistico
(II sec. a.C.).
E’ conservata soltanto la parte inferiore della crepidine
(a tamburo cilindrico su base circolare) e qualche blocco
della fascia di coronamento. L’interno, a croce greca,
conserva il piano lastricato della camera. |
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1
Tomba di Mezzavia

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La tomba a camera è
scavata nel tufo ed è stata scoperta in loc. Il Passaggio
presso Mezzavia (Percano) nel 1950.
E’ formata da un’unica cella con quattro loculi
sulle pareti laterali ed uno su quella di fondo su cui è
inciso “tutsitui”.
Anch’essa è riferibile al periodo ellenistico
(fine III -inizi II sec. a.C.). |
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7
Villa di Ossaia

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In località Ossaia
– La Tufa è stato messo in luce un esempio notevole
di villa di età tardorepubblicana-imperiale per un
area complessiva di ca. 1000 mq in tre aree separate da un
terrazzo intermedio. Questo complesso abitativo è stato
interessato da tre diverse fasi abitative.
La prima fase è databile tra il 50 a.C. e la metà
del I sec. d.C. La seconda fase costruttiva dall’80-100
d.C. al III sec. d.C. La terza fase documenta una ripresa
fra l’età della Tetrarchia e quella costantiniana
fino alla metà del V sec. d.C.
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8
Strada Romana del Torreone

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Il tracciato lastricato
può essere percorso in due sensi. Si può partire
dalla località Torreone e cominciare a salire fino
alla vetta della Guglielmesca o, viceversa, si può
da questa località percorrerlo in discesa. Il sentiero,
peraltro segnalato come percorso CAI n. 561, offre, a metà
del percorso, la possibilità di una spettacolare
vista della città di Cortona e delle valli ed è
immerso fra i boschi della montagna cortonese. E’
possibile deviare il percorso dirigendosi all’eremo
dei cappuccini passando accanto alla località Maestà
del Pianello, dove inveterate tradizioni collocano la presenza
della “tomba del re”.
La strada è provvista di segnaletica di base.
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9
Strada Romana del Monte Maestrino



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Uno dei tracciati percorribili
è costituito dal sentiero che ha permesso per secoli
il passaggio fra l’area aretina e quella perugina
attraversando il valico fra il Monte Maestrino e Poggio
della Croce. Tale strada partendo dalla città di
Cortona, scendeva toccando le Contesse e il Palazzone (
dove sono state rinvenute innumerevoli tracce di sepolture)
e giungeva nelle località di S. Angelo e Metelliano
dove si biforcava: da una parte si dirigeva verso Ossaia
e Sanguineto (il percorso probabilmente fatto da Annibale
per raggiungere il Trasimeno, dove si svolse la famosa battaglia
del 217 a. C.), dall’altra seguiva la direzione del
monte verso l’attuale Mercatale. Quest’ultimo
tratto costeggiando il vicus etrusco di Montanare e Rasina
attraversava infatti la valle del Niccone in direzione della
Valtiberina, scavalcava il Monte Maestrino, oltrepassava
il vicus collocato nell’area della Pieve di S. Donnino,
fra la Valle del Niccone e la Val di Pierle, per poi giungere
nell’area di Mercatale. Questo asse viario si configurò
come un importante tratto di comunicazione fin dal periodo
etrusco, come possono testimoniare ancora oggi vari toponimi
che si incontrano lungo il percorso o nei dintorni (per
esempio Rasina e Carsena). La lastricatura di età
romana, che permane in molti tratti, dimostra la monumentalizzazione
del percorso e rappresenta quindi una certa testimonianza
della fruizione di questi tracciati che anzi divennero vero
e proprio strumento di romanizzazione dell’area montana,
documentato da infrastrutture, ponti, agri centuriati, reperti
archeologici e toponimi. Fra questi ultimi particolarmente
interessanti sono Metelliano, dovuto probabilmente al nome
latino della gens Metellia, poi Sepoltaglia, Spoltaglia,
Spelta che rimandano alla coltivazione di un frumento povero
chiamato appunto spelta, non quindi alla sepoltura dei soldati
morti nella battaglia contro Annibale come voleva la tradizione.
Degni d’attenzione sono inoltre le denominazioni del
santuario Madonna del Bagno che rimanda ad un culto delle
acque, Campo Romano, Pianello Tre Termine e in territorio
umbro Le Bagnaie.
Tale tracciato sarà quindi recuperato tramite apposita
segnaletica e raccordato con il già presente tracciato
CAI n. 50 proveniente dall’alta S. Egidio che funge
da collegamento anche con la strada romana del Torreone.
La strada è provvista di segnaletica di base. |
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10
Strada Romana di Teverina Bassa

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Il tracciato lastricato
si snoda, a partire dalla località Case Lelli, presso
Teverina Bassa, in due direzioni. Da una parte, attraversando
l’omonimo borgo, tra casette medievali ed edicole
religiose e scendendo abbastanza bruscamente tra i boschi,
si dirige in direzione Falzano, dopo aver superato il Minimella,
fra resti di piloni di ponti di incerta datazione che potrebbero
sorgere su strutture tardo-antichi. Dall’altra punta,
attraverso un ripido percorso fra le montagne, verso la
vetta denominata Monte Castellare.
La strada è provvista di segnaletica di base. |
PER INFORMAZIONI GENERALI E VISITE:
Museo
dell'Accademia Etrusca e della città di Cortona
Piazza Signorelli 9, Cortona (AR)
tel. 0575 630415-637235
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